domenica 5 dicembre 2021



 








 

 PARLAMI BELLEZZA

Dimmi di te bellezza
dei viaggi della vita
di ciò che non vedo o che mi manca,
parlami dei tuoi orizzonti
se aldilà della nebbia c’è ancora il mare
se dietro ad ogni pianto c’è il perdono,
parlami dell’incanto
della musica ancestrale
del tempo che governa l’interspazio,
ho un vuoto dentro al cuore
che sfida l’impazienza,
io cumulo baci sotto i pini
all’insaputa di me e del destino
e nell’attesa di un tuo sguardo, rimescolo sospiri e gemiti
Dimmi invece di te,
di quando fuggi ferita o impaurita da tanto abbandono
Parlami
Parlami
dimmi dei fiori del tuo campo che tardano a fiorire
dei gesti lenti che carezzano pensieri e vespri,
di amore a mani nude prima di ogni rancore
di colori
arcobaleni
languide carezze e abbracci,
parlami dei bambini che non muoiono
di fucili spezzati e campi coltivati
ti consolerò malgrado il fiato che rallenta,
malgrado il tempo che rabbuia
e sarà odore di muschio sulle pietre
sarà tempo che arranca dietro al tempo
sarà sorrisi e pazienza
parole e miele
sarà baci e fiori tra i capelli.
Parlami
Parlami bellezza
dimmi quale DIO aspettare che ti porti,
o rannicchiato nell’angolo del castigo
ritornerò a contare mille volte le mie dita
i basoli di pietra che uno dopo l’altro portavano a mio padre
i giorni che separano il prima e il dopo
gli ultimi respiri di mia madre,
conterò tutta la notte all’occorrenza per uccidere l’orco e la paura,
ma intanto parlami bellezza,
parlami.
F.M.

 Lascia tracce l’amore

Lascia tracce l’amore sempre
nel suggerire i passi al tuo destino
quando al buio ti assale
e soffoca il respiro
lascia tracce l’amore sempre
nel sopportare il tempo
e il divenire,
nel raccontarsi fantasma
agli occhi increduli e sprovveduti,
nel trafiggerti il cuore,
nel consegnarti al fremito della morte breve,
lascia tracce l’amore
quando silenzia le parole dell’ingorgo
quando schiuma la tua birra
al banco della vita
quando asciuga il viso
della tua notte insonne,
dandoti l’alba che muore
nella lentezza del nuovo giorno.
Lascia tracce l’amore
quando passa di mano
e bellezza trafigge respiri e sguardi
e bellezza commuove
e non trova parole
solo fremito e affanno
respiri e rimpianti
lascia tracce l’amore
sulla sponda del fiume
aspettando un nemico
o sospeso nel dire
di crudeli menzogne
lascia tracce l’amore
scorretto e sincero
senza pudore o vergogna
quando chiama ricordi
quando scrive poesie
quando stende tappeti
quando dietro le sbarre
quando steso su un prato a fiorire
quando naviga oltre
quando mare in tempesta
quando scioglie ogni nodo
lascia tracce l’amore sempre,
non si sposta al passaggio
ne sottrae la risposta
non rimescola carte e non cambia di posto
lascia tracce e non giunge alla fine
ma percorre un sentiero non dato a sapere,
lascia tracce l’amore
senza farne parola o menzione.
F.M.






 








 

mercoledì 27 gennaio 2021


 

 


“DOMANI DIMENTICHERAI”
Domani dimenticherai,
domani l’oltranza del tempo sarà altro
straniata,
sarà oblio o sogno imperfetto
sarà il già visto di altra memoria.
Domani dimenticherai ripete il sonno
ad ogni assenza d’aria
e s’incespica tra i sassi dei silenzi
ora che l’affetto si fa memoria
e l’astinenza morde il cuore
“a cosa serve la poesia” amico mio
se non a soffocare il giorno quando annaspa,
a pitturare gli occhi
e a chiudere nel cuore il divenire.
Domani dimenticherai!
scivola la parola nell’ingorgo del senno
tra la coscienza muta e la dimenticanza
ci sono ancora tracce?
e segni?
e forme?
e tu, la cercheresti ancora nell’abbraccio
la tua assenza?
Cercheresti ancora la tua isola interdetta?
Io scavo nel ricordo a mani nude,
per sentire ciò che il sangue porta al cuore
tu chiedimi ancora della parola scorretta,
dei nodi al fazzoletto,
del mio mentimento astrale
chiedimi ancora di ciò che non ricordo
che custodisco folle,
di ciò che sottile o in trasparenza mi dà peso.
Domani si dimenticherò
per essere ancora ramo che si spezza,
guardiano cieco di anima spossata e senza patria
che scruta l’orizzonte e attende.
Domani dimenticherò,
sono sempre sulla sponda
e l’acqua passa,
come cercarmi mille volte ogni mattina.
Domani dimenticherò si!
F.M.
Marina Zordan, Emilio Romano e altri 3
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RESPIRO

Che bella cantilena amore mio
dall’alba finchè il sole muore
nenia d’amore come litanie nei vespri dell’estate. Che bello sguardo
amore che trafiggi e che spaventi
che porti il desiderio fino al bordo,
polline nell’aria che respiro.
Che bella cantilena amore che ho sudato,
la notte sopra i tetti
a unire punti luminosi
forme che l’enigma ignorava,
tracce già segnate dal destino.
Io che dipingo nuvole nei giorni del maestrale
che a un Dio senza memoria racconto il mio futuro, ascolto il tuo respiro in ogni istante,
nenia che sopisce i miei pensieri.
Che bella cantilena
amore mio che invecchi dentro agli occhi, dall’alba finchè il sole muore
dal buio fino a nuova luce
dentro il tempo della grande ruota
che bella cantilena
questo respiro che corteggia il cuore.

Fernando Martinelli